La prevenzione cardiovascolare (CV) è quell’insieme di misure da mettere in atto per la gestione e il monitoraggio dei fattori di rischio CV sia modificabili (ipertensione, dislipidemia, diabete, obesità, cattiva alimentazione, sedentarietà, scarsa aderenza terapeutica) che non (età, sesso, razza e familiarità). Per contrastare le malattie CV occorre che la popolazione generale adotti corretti stili di vita fin dalla giovane età e, laddove è necessario intervenire farmacologicamente, diventi indispensabile avere una conoscenza approfondita dei trattamenti indicati per gestione dei fattori di rischio CV.

Nell’attività del medico di medicina generale, particolare rilevanza riveste la stratificazione del rischio cardiovascolare (CV) della popolazione assistita. Un’attività strutturata e proattiva in tal senso può determinare un trattamento più efficace dei fattori di rischio CV, una più precoce individuazione di eventuali danni d’organo con conseguenti interventi mirati ed in ultima analisi una riduzione dell’incidenza degli eventi avversi. È importante identificare i soggetti ad alto rischio CV e intraprendere dei percorsi di monitoraggio e di trattamento con l’obiettivo di ottenere un controllo massimale dei singoli fattori di rischio.

Inoltre, la pandemia da COVID-19 ha fatto emergere problemi significativi che richiedono una riflessione sulla gestione dei pazienti ad alto rischio CV o con comprovata cardiopatia. Infatti, diagnosi effettuate in ritardo, monitoraggi meno frequenti, trattamenti non tempestivi rappresentano alcuni comportamenti tipici di questo periodo pandemico che portato a sottovalutare le diverse problematiche non correlate al virus, determinando un peggioramento del quadro clinico nei pazienti CV.
Sebbene vi siano consolidate strategie terapeutiche per la prevenzione cardiovascolare, molti degli aspetti che gravano nell’assegnazione del rapporto beneficio/rischio relativamente a questi approcci farmacologici non sono ancora del tutto chiari.

Alla luce di quanto viene anche riportato dalle recenti Linee Guida ESC 2021 sulla prevenzione cardiovascolare nella pratica clinica, l’identificazione e la gestione dei fattori di rischio, la stima e la classificazione del rischio di malattia cardiovascolare nelle diverse categorie di individui tengono conto di obiettivi terapeutici personalizzati che dovranno essere individualizzati ed attuati tramite un procedimento graduale, tenendo conto di tutti i fattori che possano modificare il rischio o inficiare la risposta ad uno specifico trattamento.

Una delle strategie terapeutiche più attuali, in prevenzione primaria e secondaria, prevede l’utilizzo degli antiaggreganti piastrinici, il cui meccanismo d’azione, come noto, è legato alla soppressione dell’aggregazione delle piastrine, condizione tanto più importante e determinante nella protezione del paziente, quanto maggiore è il livello di rischio del soggetto.

Sebbene i clinici siano incoraggiati a tenere in considerazione le raccomandazioni riportate dalle corrispettive Linea Guida, la gestione del singolo individuo deve essere presa dal medico sulla base anche della propria esperienza clinica.

Programma del Corso

L’importanza della prevenzione cardiovascolare nell’era post-Covid

Francesca Santilli

Prevenzione cardiovascolare con antiaggreganti: novità nella pratica clinica e dalle Linee Guida
Claudio Ferri

Ruolo degli antiaggreganti in una popolazione ad alto rischio: il diabetico senza malattia vascolare nota
Angelo Avogaro

Prevenzione cardiovascolare a tutto campo: focus sul ruolo dei fattori di rischio meno conosciuti

Elio Maria Staffiere

Faculty
Francesca Santilli
Professore Associato di Medicina Interna, Dipartimento di Medicina e Scienze dell’invecchiamento, Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara

Claudio Ferri
Professore ordinario di Medicina Interna, Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienza della Vita e dell’Ambiente (MeSVA) – Università de l’Aquila Direttore U.O.C. Medicina Interna e Nefrologia Ospedale San Salvatore, L’Aquila

Angelo Avogaro
Professore Ordinario di Endocrinologia e Metabolismo, Responsabile di U.O.C. di Malattie del Metabolismo e servizio aggregato di Diabetologia, Azienda Ospedaliera di Padova

Elio Maria Staffiere
Responsabile Servizio di Cardiologia e Unità Funzionale Cardiologica, UO Medicina, Istituto Suore Cappuccine di Madre Rubatto, Bergamo

Responsabile scientifico
Claudio Ferri

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